Per arte romana (senza ulteriori aggettivi) si intende l'arte della Roma antica, dalla fondazione alla caduta dell'Impero d'Occidente, sia nella città di Roma che nel resto d'Italia e nelle province orientali e occidentali. L'arte nella parte orientale dell'Impero, dopo la caduta dell'Occidente, sebbene sia in continuità con la Roma imperiale, viene indicata come arte bizantina.
Le
forme artistiche autoctone, nella fase delle origini e della prima
repubblica, sono piuttosto elementari e poco raffinate. Con il contatto
con la civiltà greca Roma avrà un atteggiamento ambivalente nei
confronti della superiore arte greca: progressivamente ne apprezzerà le
forme, mentre proverà disprezzo per gli autori, artisti greci socialmente
inferiori nei confronti dei conquistatori romani (lo stesso atteggiamento
era tenuto verso filosofi e poeti ellenici). Con il passare dei secoli
l'arte greca avrà un sempre maggiore apprezzamento, anche se non
mancheranno tendenze autoctone "anticlassiche" che costituiranno
un elemento di continuità con l'arte romanica.
Secondo la leggenda, la città di Roma venne fondata il 21 aprile dell'anno 753 a.C. Alle origini della città ebbe grande importanza il guado sul Tevere, che costituì per molto tempo il confine tra Etruschi e Latini, nei pressi dell'Isola Tiberina, e l'approdo fluviale dell'Emporium, tra Palatino e Aventino.
Dalla fondazione e per i due secoli successivi l'arte romana ha caratteristiche italiche, con notevoli influssi etruschi. Sotto Tarquinio Prisco viene edificato sul Campidoglio il tempio dedicato alla triade capitolina, Giove, Giunone e Minerva. I resti del podio sono ancora parzialmente visibili sotto il Palazzo dei Conservatori e nei sotterranei dei Musei Capitolini. Le sculture in terracotta che lo adornavano sono andate perdute, ma non dovevano essere molto diverse dalla scultura etrusca più famosa della stessa epoca, l'Apollo dello scultore Vulca, anch'essa parte di una decorazione templare (il santuario di Portonaccio a Veio). Anche la tipologia architettonica del tempio sul Campidoglio è di tipo etrusco: un alto podio con doppio colonnato sul davanti sul quale si aprono tre celle. Una scultura romana, quasi simbolo della Roma delle origini e dovuta anch'essa ad artisti etruschi è la Lupa capitolina, del V secolo, a cui nel rinascimento vennero aggiunti i due gemelli Romolo e Remo.

Pur non mancando a Roma edifici sacri del periodo repubblicano, è nelle grandi opere pubbliche "infrastrutturali" che si esprime il genio costruttivo dei romani, che potremmo definire più ingegneristico che artistico, se lo confrontiamo all'arte greca contemporanea, termine di paragone ineluttabile.
Già dal III secolo a. C. l'Italia peninsulare è romanizzata, e progressivamente lo diventerà anche il nord. Viene costruita la grande rete viaria, tutt'ora esistente, a cui sono da aggiungere le opere collaterali come ponti e gallerie. Le città di nuova fondazione vengono costruite secondo uno schema ortogonale, basato sul tracciamento dei due assi principali del cardo e decumano
La vittoria romana in Asia Minore sui Seleucidi a Magnesia nel 189 e la conquista della Grecia nel 146, con la presa di Corinto costituiscono due date fondamentali per l'evoluzione artistica dei Romani. Fino a quest'epoca il contatto con l'arte greca aveva avuto un carattere episodico, o più spesso mediato dall'arte etrusca e italica. Ora Roma possiede direttamente i luoghi in cui l'arte ellenistica ha avuto origine e sviluppo, e le opere d'arte greche vengono portate come bottino a Roma. La superiorità militare dei romani cozza con la superiorità culturale dei greci. Questo contrasto è espresso efficacemente da Orazio, quando scrive che la Grecia sottomessa ha sottomesso il fiero vincitore. Per qualche tempo la cultura ufficiale romana disprezzerà pubblicamente l'arte dei greci vinti, ma progressivamente il fascino di questa arte raffinata conquisterà, almeno nell'ambito privato, le classi dirigenti romane favorendo una forma di fruizione artistica basata sul collezionismo sull'eclettismo
Una delle modalità espressive più caratteristiche della scultura romana sarà il ritratto. Mentre la scultura greca avrà prevalentemente caratteristiche idealizzanti, nella scultura romana il ritratto realistico avrà un ruolo importantissimo, derivato anche dalla tradizione italica di culto della stirpe con conseguente ostensione di busti e maschere in cera degli avi, da esporre nelle processioni pubbliche in segno di nobiltà.
Con il principato di Augusto ebbe inizio una radicale trasformazione urbanistica di Roma in senso monumentale. Anche nelle arti figurative si ebbe un periodo di grande produzione artistica, improntata ad un classicismo finalizzato a costruire un'immagine solida e idealizzata dell'impero. Si recupera, in particolare, la scultura greca del V secolo, Fidia e Policleto, nella rappresentazione delle divinità e dei personaggi illustri romani, fra cui emblematici sono alcuni ritratti di Augusto come pontefice massimo e l'Augusto loricato, quest'ultimo rielaborato dal Doriforo di Policleto.
L'imperatore Adriano era appassionato di cultura ellenistica. Fra le sue opere più importanti sono da ricordare la Villa Adriana a Tivoli, grandioso complesso architettonico e paesaggistico le cui architetture riprendono ecletticamente modelli orientali ed ellenistici, la ricostruzione e ultimazione del Pantheon di Roma, con la cupola perfettamente emisferica appoggiata ad un cilindro di altezza pari al raggio e pronao corinzio, uno degli edifici romani meglio conservati, il suo mausoleo, ora Castel Sant'Angelo, al Vaticano. In scultura tipici della sua epoca sono i ritratti di Antinoo, suo giovane amante morto in circostanze misteriose e da lui divinizzato con un culto ufficiale per tutto l'Impero.
L'ultima fase dell'impero, a partire da Diocleziano, Costantino fino alla caduta della parte occidentale, è caratterizzata dalla perdita delle certezze e dall'insinuarsi di una sensibilità nuova, un sentimento di disagio e male di vivere che si esprime nella dissoluzione della forma classica ed in una spiritualità esasperata, espressa dai volti con gli occhi sbarrati dei ritratti degli imperatori e dalla perdita del naturalismo di stampo ellenistico che aveva improntato la rappresentazione della figura umana, come ad esempio nel celebre gruppo dei tetrarchi ora murato nella basilica di San Marco a Venezia.
Con l'editto del 313 con il quale Costantino permetterà la libertà di culto ai cristiani si avrà la formazione di un'arte pubblica del cristianesimo, che si esprimerà nell'edificazione delle grandiose basiliche a Roma, Costantinopoli e Gerusalemme.
I Romani adottarono il linguaggio esteriore dell'architettura greca, adattandolo ai propri scopi. La loro visione dello spazio era tuttavia radicalmente diversa da quella propria dei Greci e le forme architettoniche riflettono appieno queste differenze.
L'originalità artistica nell'architettura romana si sviluppò abbastanza tardivamente: per l'intero periodo repubblicano le forme architettoniche in uso dipendono fortemente dalle precedenti tradizioni italiche, a loro volta fortemente influenzate dall'arte greca, ma già portatrici di importanti innovazioni (per esempio l'uso dell'arco e della copertura a volta).
Nel II secolo AC lo sviluppo della tecnica costruttiva del cementizio viene prontamente sfruttato per le forme dello spazio interno degli edifici, a cui i Romani sono maggiormente interessati sia per ragioni pratiche, sia dal punto di vista artistico. In età imperiale si sviluppano edifici con vasti ambienti coperti da volte e archi sorretti da pilastri, che rimpiazzano le dense linee di sostegni sorreggenti architravi rettilinei. Gli ordini colonnati dell'architettura greca non svolgono più un'effettiva funzione di sostegno, ma divengono sempre più semplici involucri decorativi delle parti portanti in muratura. L'adozione del cementizio comporta inoltre una grande libertà anche nell'articolazione planimetrica degli spazi, non più rigidamente quadrangolari, ma fluidamente dipendenti gli uni dagli altri e adattati agli utilizzi e al contesto circostante.
La conquista dei vasti territori che fecero parte dell'impero poneva un problema di uniformazione delle diverse tradizioni e culture: un importante indice di romanizzazione fu rappresentato dalla realizzazione di edifici che rispecchiavano i modi applicati a Roma, sia dal punto di vista planimetrico e strutturale che dal punto di vista decorativo. I modelli delle piazze forensi, con i loro porticati e le basiliche civili, dei templi, delle terme, dei luoghi per spettacolo come teatri, circhi e anfiteatri, si diffondono in tutte le città dell'Impero. Tra i più celebri anfiteatri naturalmente c'è l'Anfiteatro Flavio di Roma, noto con il nome di Colosseo, ma sono da ricordare anche le arene di Verona e di Pola. Tra gli edifici termali si ricordino almeno le Terme di Caracalla e quelle di Diocleziano a Roma. La potenza di Roma si manifesta sia con le grandi opere pubbliche di carattere utilitario (anche acquedotti, ponti e strade), sia con lo splendore dei monumenti, riccamente rivestiti di marmo e decorati con sculture e opere d'arte che celebrano la grandezza dei costruttori. Monumenti particolarmente caratteristici dell'architettura romana sono gli archi di trionfo; tra quelli più celebri e meglio conservati sono da ricordare l'arco di Settimio Severo, di Tito e di Costantino a Roma, e i due archi dedicati a Traiano ad Ancona e a Benevento.
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di Wikipedia: "Storia dell'arte".