Le catacombe erano delle aree cimiteriali sotterranee utilizzate nell'antichità.
Le più celebri sono quelle cristiane, anche se ne esistono esempi legati ad altre religioni: ne esistono anche di fenicie e pagane, già gli etruschi e gli ebrei usavano seppellire i loro morti in camere sotterranee. I cristiani ricrearono tale pratica inumativa abbandonando, per la fede nella resurrezione dei corpi, l'uso della cremazione pagana.
Le catacombe sono solitamente scavate nel tufo, tipica roccia facilmente lavorabile, e possono avere anche più livelli, con profondità che arrivano fino a trenta metri.
All'inizio si mantennero principalmente le usanze funerarie pagane, come è provato dal cimitero precristiano di Anzio. Il sepolcro si trova quasi sempre all'esterno della città ("hominem mortuum in urbe neve sepelito neve urito", "Non si seppellisca né si cremi nessun cadavere in città.", prescrivevano le Leggi delle XII tavole[1]). Ma i cimiteri (il cui termine deriva dal greco κοιμητήριον (koimētérion), quindi dal verbo κοιμάω (koimáō), ossia "dormire", "riposare", oppure dal latino accubitorium, dal verbo accumbere per "giacere") per cristiani sono luoghi dell'attesa della resurrezione.
La città di Roma è naturalmente il luogo dove sono state concentrate maggiormente le catacombe cristiane (anche se vi sono due esempi di catacombe ebraiche). Anche se collocate all'esterno delle mura cittadine, oggi gran parte di esse sono integrate nel nucleo urbano. La più importante e celebre è quella di San Callisto, costruita da papa Callisto e ristrutturata da Damaso, dove sono conservate diverse tombe di papi e martiri, compresa quella di santa Cecilia. Si ricordano anche le Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro e quelle di San Sebastiano, fra le più antiche: queste ultime sono quelle maggiormente in uso nel tempo, tanto che il primo livello è ormai scomparso a causa delle continue frequentazioni. Molto affascinanti sono le Catacombe di Priscilla, situate in gran parte sotto la zona di Villa Ada, presentano alcuni degli affreschi cristiani più antichi, fra cui la prima rappresentazione dei Re Magi e dell'Ultima Cena.
Numerosi cimiteri antichi cristiani esistono anche nel Lazio, soprattutto nei dintorni di Roma. In diversi casi ospitarono tombe di martiri, testimoniando una diffusione del Cristianesimo in queste zone già in epoca precedente all'editto di Costantino del 313. Sono spesso di dimensioni complessive inferiori, ma per la buona qualità del tufo in cui sono scavate possono presentare gallerie molto ampie, ma spesso ad andamento irregolare, in quanto scavate per brevi tratti successivi, a seconda delle necessità. I loculi, di forma irregolare, a volte sono chiusi da muretti in mattoni, poi intonacati all'esterno. La maggiore frequenza di cappelle familiari, a volte monumentalizzate con decorazioni intagliate nel tufo sembra suggerirne l'utilizzo da parte di ceti sociali superiori. Tra le circa cinquanta catacombe laziali conosciute, non tutte oggi accessibili, si ricordano quella di Santa Cristina a Bolsena, di Santa Savinilla a Nepi, di Santa Teodora a Rignano Flaminio, di Santa Vittoria a Monteleone Sabino (detta Trebula Mutuesca), di Colle San Quirico a Paliano, ad decimum sulla via Latina a Grottaferrata, di Sant'Ilario ad bivium presso Valmontone, e di San Senatore ad Albano Laziale.